Debolicidio

LA VIOLENZA "NON HA SESSO" E' QUESTIONE DI "DEBOLICIDIO" (scorri)

COS’E’ IL DEBOLICIDIO (scorri)

Riflettiamo: cosa deve accadere in una relazione affinché si presenti una tensione, una piccola increspatura nel rapporto?


Stiamo tranquilli, in pace… poi all’improvviso … qualcosa ci smuove dei sentimenti spiacevoli… ad esempio fastidio… irritazione…
La risposta è semplice: la tensione avviene davanti alla DIVERGENZA, quando ci troviamo davanti a qualcuno che pensa, sente, desidera o si comporta in modo diverso da come ci aspetteremmo.

Esempi tra adulti:

Il nostro compagno mastica con la bocca aperta, noi la vorremmo chiusa.
-Nostro marito guarda un’altra donna, noi vorremo avesse occhi solo per noi.
-Il vicino parcheggia troppo vicino alla nostra auto.
-Io vorrei risparmiare, il mio partner vorrebbe spendere.
-Io vorrei uscire, l’altro preferirebbe restare a casa.
-Io desidero parlare subito del problema, l’altro vuole prendere tempo.
-Io mi sento ferito, l’altro non comprende il motivo del mio dolore.
-Il bambino dice “no” mentre noi vorremmo sentire “sì”.
-Il bambino piange quando noi vorremmo che smettesse.
-L’adolescente contesta, mentre noi lo vorremmo obbediente.
-L’adolescente desidera autonomia quando noi vorremmo continuare a controllarlo.
-Il figlio vuole fare l’artistico io voglio faccia il classico.
-Tramp vuole mettere basi nato dietro casa di Putin (e Putin non vuole)

Chi ne ha più ne metta.

Il comun denominatore delle increspature (del fastidio, della delusione, della frustrazione)
dalla più piccola alla più grande è la DIVERGENZA, il momento in cui la realtà smette di coincidere con le nostre aspettative.

La divergenza è una componente inevitabile della vita, in quanto siamo 8 miliardi di persone tutte completamente diverse: onde per cui oltre il’90% del tempo che stiamo con qualcuno, abbiamo a che fare con la divergenza: l’Uguale è un’eccezione il Diverso è la regola.

Dovremmo quindi possedere adeguate competenze psicologiche relazionali emotive, per gestire le divergenze con modalità che promuovano il reciproco rispetto. DOVREMMO. Ma le cose purtroppo troppo spesso non vanno così.

Queste “adeguate competenze psicologiche, relazionali emotive” sono un’eccezione: la regola è quella che io chiamo “Analfabetismo Psicologico”, cioè la non conoscenza dei meccanismi che regolano la psiche, il mondo interiore.
E dato che l’incontro con l’altro è prevalentemente l’incontro di due mondi interiori, per forza maggiore Analfabetismo Psicologico comporta Analfabetismo Relazionale. Di seguito la sequenza che porta alla violenza: